DALLA REDAZIONE –
«Abbiamo toccato il fondo. Mi riferisco soprattutto all?atteggiamento con il quale siamo scesi in campo. Ma non solo, perché non abbiamo gioco. Non so da cosa dipende: io non faccio né l?allenatore né il direttore sportivo». Il Teramo torna da Santarcangelo con le ossa rotte (0-4) e il presidente Luciano Campitelli non le manda a dire. È inutile girarci intorno: nessuno si aspettava un crollo simile. Certo è che qualcosa non va, perché due punti in tre partite sono pochi. L?imperativo è non fare drammi (si tratta pur sempre della prima sconfitta), ma alla ripresa degli allenamenti ci sarà un confronto chiarificatore tra squadra, staff tecnico e società. Eppure la prima frazione, nonostante qualche lampo dei romagnoli, non era stata disastrosa. Il crollo, netto e senza attenuati, è arrivato ad inizio ripresa. Sette minuti di black-out totale: il Teramo è affondato sotto i colpi di Traini, Ambrosini (doppietta) e Della Rocca. Cosa è andato storto? Non è una questione di reparti, perché la prestazione collettiva è stata da dimenticare.
La Santegidiese, che domenica dovrà sfidare proprio il Teramo, avanza lentamente. Per come si erano messe le cose, il pareggio strappato col Forlì non è affatto da buttare (0-0). Perché rimasta addirittura in nove (i due “rossi” non hanno convinto), la squadra di Cappellacci è stata brava a stringere i denti. Ma al contrario di domenica scorsa, l?assenza di Andrea Bucchi si è fatta sentire eccome. Anche se Rizzi ? supportato alla perfezione dal solito, infinito Laboragine ? continua a fare il suo dovere (e anche qualcosa di più). Considerando l?estate bollente dei vibratiani, il presidente Fanini può ritenersi più che soddisfatto: dieci punti in classifica permetteranno di presentarsi a Piano d?Accio in assoluta tranquillità.
Esame superato per l?Atessa Val di Sangro: il punto conquistato con la Sambenedettese di Cristian Pazzi fa il paio con quello di Teramo. Il tandem d?attacco Soria-Alterio, sostenuto sulla trequarti da Di Senso, ha confermato di essere capace di mettere in difficoltà chiunque. Con un pizzico di cattiveria in più, i sangrini avrebbero potuto conservare fino al triplice fischio il vantaggio firmato da Soria. Ma va bene così, perché i ragazzi di Giandonato hanno limitato i danni in una doppia sfida da brividi.
Il Miglianico torna da Jesi con un punto d?oro (0-0) e continua a tenere il passo delle grandi. Magari non saranno stati impeccabili in fase realizzativa, ma i teatini si sono resi protagonisti di una prestazione diligente. Sarebbe stato un suicidio scoprirsi troppo al cospetto di un avversario che, classifica a parte, può vantare un potenziale offensivo notevole. E quando la capolista ha fatto la voce grossa, ci ha pensato Palena (nella foto) ad evitare il peggio. Ancora una prestazione eccellente per il portiere gialloblù. E non è una novità.
La Renato Curi Angolana e il Canistro, intanto, si allontanano dalle posizioni pericolose. In casa pescarese, l?opera di ricostruzione di Daniele Amaolo comincia ad essere tangibile. La vittoria di Bojano, sul campo di una squadra sì in crisi ma pur sempre composta da giocatori di categoria, va al di là del punteggio (0-2) per due motivi principali. Il primo: dopo tre passi falsi consecutivi, la squadra sembra aver ritrovato la giusta cattiveria. Il secondo: per la prima volta nella stagione, il reparto avanzato non ha subito gol. Con un Napolano così in forma (doppietta fantastica), poi, anche la pesantissima assenza di Cammarata è passata in secondo piano.
Sei punti in due partite, e la crisi d?inizio stagione è già alle spalle. Non avrà incantato sotto il punto di vista della prestazione come accaduto a Forlì; ma se il vero Canistro è quello che ha affondato il Venafro (2-0), Roberto Sorrentino può dormire sonni tranquilli. Dopo un primo tempo da sbadigli, i rovetani hanno costruito la vittoria nella ripresa. Senza strafare e capitalizzando al meglio le azioni create. Vero Chicco?
Gianluca Lettieri
abruzzo calcio dilettanti












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